01 · CIÒ CHE CONTINUA
Ricevere, trasformare, continuare
Questo progetto nasce dall’incontro fra una pratica familiare della vinificazione e due luoghi della Gallura: Mamusi e Monti.
“Una pratica familiare, due luoghi concreti.”
Nelle famiglie di mio padre e di mia madre il vino si è sempre fatto in casa. Mamusi e Monti sono i luoghi delle vigne e delle storie familiari da cui il progetto prende origine.
Il passaggio dalla vinificazione domestica al lavoro in cantina non rappresenta una rottura con questa storia, ma una sua prosecuzione consapevole.
02 · CHI SONO
Tra Barcellona e la Gallura
Mi chiamo Debora Fresu. Sono sarda e vivo e lavoro tra Barcellona e la Gallura.
La mia formazione nasce da un percorso umanistico e da una specializzazione in marketing e commercio internazionale del vino.
Nel 2018 ho fondato a Barcellona La Graciosa, un wine bar indipendente dedicato ai vini naturali. Nel 2023 ho iniziato a fare vino in cantina e nel 2024 ho iniziato a produrre il mio vino.
“Per anni ho selezionato, raccontato e servito il lavoro di altri produttori; poi ho scelto di lavorare direttamente sulla materia: l’uva, la fermentazione, il tempo e il territorio.”

03 · I TERRITORI
Due territori della Gallura

Mamusi
Mamusi è una piccolissima frazione dell’entroterra gallurese. Le poche case si trovano ai piedi del monte La Pianedda. Il paesaggio comprende boschi di lecci, campi, pascoli e poche vigne.
“La strada arriva a Mamusi e lì finisce. Si può solo fermarsi o tornare indietro.”
La prima vigna fu piantata dal mio bisnonno materno ed era conosciuta come la Vigna del Vescovo. Da queste terre provengono oggi le uve per il rosso MAMÙ e per una parte del bianco BUA. Le parcelle principali includono la vigna piantata da mio nonno materno nel 1968 e la vigna piantata da mio padre nel 2000. Nel luogo dell’antica Vigna del Vescovo è stata impiantata nel 2026 una nuova vigna, per decisione di mia madre.
I suoli di Mamusi sono sabbiosi e rocciosi, derivati dal disfacimento del granito tipico della Gallura.

Monti
La vigna di Monti è un piccolo vigneto di Vermentino situato a circa quattrocento metri di altitudine, in un territorio collinare e roccioso. Il vigneto è circondato dai boschi e sembra quasi custodito all’interno della sughereta, tra il massiccio del Limbara e la catena dei Monti di Alà.
“Un piccolo vigneto di Vermentino raccolto dentro una cintura di sugherete.”
Questa vigna fu piantata da mio nonno paterno oltre cinquant’anni fa. Si sviluppa su un suolo roccioso granitico, con abbondante presenza di pietre e ad alto drenaggio, condizioni che definiscono il carattere del Vermentino che vi viene coltivato. Da questa specifica parcella provengono le uve destinate al bianco TONCA e a una parte del bianco macerato BUA.
04 · TRASMISSIONE
Fare il vino insieme

Nelle famiglie di mio padre e di mia madre il vino si è sempre fatto in casa. I miei bisnonni, i miei nonni e mio padre vinificavano le proprie uve senza aggiungere nulla, senza filtrare e senza ricorrere a pratiche correttive.
“Fra noi si è creato uno scambio generazionale molto fertile.”
Quando ho iniziato ad approfondire il mondo del vino, io e mio padre abbiamo iniziato a fare il vino insieme. Io portavo tecniche e conoscenze incontrate nel mondo contemporaneo del vino naturale; lui le integrava con il proprio sapere, maturato attraverso l’esperienza, l’osservazione della terra e la tradizione familiare.
05 · TRE VINI, UNA COSTELLAZIONE
Tre vini, una costellazione
MAMÙ, TONCA e BUA sono tre vini autonomi, ma appartengono allo stesso progetto e nascono da una trama comune di famiglia, territorio e vinificazione.
06 · UNA LINGUA DI SEGNI
Una lingua di segni
osservare · scomporre · ricomporre · intervento personale · ritmo / spazio / relazione · memoria · nuova composizione

ATLANTE DEI SEGNI · UNA LINGUA IN FORMAZIONE. “Tre pagine di uno stesso poema.”
Le etichette di MAMÙ, TONCA e BUA nascono da una ricerca artistica che porto avanti da circa sei anni: la costruzione di un Atlante dei segni della Sardegna prenuragica.
Spirali, cerchi, chevron, triangoli e punti vengono studiati, scomposti e ricomposti per dare origine a una sintassi personale. Ciascuna etichetta può essere letta autonomamente, ma è nell’insieme che il progetto si rivela: tre pagine di uno stesso poema.



